Pubblicato il
7/10/20

“IL PROGETTO CORAGGIO”: IL CANE DIFFIDENTE, PAUROSO E FOBICO IN CANILE

“IL PROGETTO CORAGGIO”

“IL PROGETTO CORAGGIO”: IL CANE DIFFIDENTE, PAUROSO E FOBICO IN CANILE

a cura degli educatori cinofili Daniela De Vecchis, Edoardo Morellini, Chiara Muzzini

Nei canili si può osservare una percentuale davvero importante di cani diffidenti, paurosi e fobici, i quali, se non recuperati, sono spesso destinati a rimanere in canile tutta la vita, a causa del loro indice di adottabilità molto basso.

Diffidenza, paure, fobie.

Diffidenza e paura rappresentano, nel cane, comportamenti normali, legati all’istinto di sopravvivenza rispetto a pericoli reali. La fobia, al contrario, consiste in una risposta irrazionale e immotivata ad una presunta minaccia. Questa emozione negativa perdura nel tempo, anche una volta scomparsa la fonte che l’ha generata (che siano persone, situazioni o l’ambiente). In un contesto “artificiale” come il canile, ricco di stress costanti e che impedisce possibilità di fuga o allontanamento da essi, il cane rischia di sviluppare un’ansia generalizzata nei confronti di tutto ciò che lo circonda, rimanendo in uno stato di costante vigilanza.

Sfatare il mito: “chissà che trauma ha vissuto!”

Contrariamente a quanto si possa pensare, la causa meno comune delle paure e delle fobie nei cani sono i traumi vissuti in passato. In realtà, la causa più frequente è la deprivazione sensoriale, termine che indica tutte le mancate esperienze e le carenze progressivamente accumulate dalla nascita fino ai primi tre mesi di vita (il cosiddetto “periodo critico”).

Se il cane, durante questa fase, non è entrato in contatto con la figura umana, la percepirà come estranea e potenzialmente ostile. Per questo motivo, tra le paure e fobie più comuni troviamo proprio quelle nei confronti degli esseri umani. Soprattutto in canile, simili situazioni sfociano in comportamenti problematici di varie entità e rischiano di far radicare nel cane schemi e stereotipie che lo porteranno ad avere meno possibilità di essere accolto in famiglia. Per questo, la tempestività di intervento è fondamentale per instaurare da subito le basi di una corretta relazione con le persone, che da problemi diventeranno risorse in grado di fornire nuove chiavi di lettura per interpretare il mondo.

La nascita del Progetto Coraggio

Il Progetto Coraggio nasce, nell’ambito del Laboratorio Valle Grande, che la Fondazione CAVE CANEM ONLUS ha ideato e sta implementando, assieme al gestore e alle associazioni di volontariato presenti, nell’omonima struttura, per formare un gruppo di volontari specializzati che si prendano cura di cani caratterizzati da alterazioni comportamentali legate ad ansie, paure e stress. Un team di educatori cinofili guida i volontari, che insieme costituiscono il “Gruppo Coraggio”, con l’obiettivo comune di costruire un percorso di recupero specifico per ciascun cane al fine di:

● rafforzare la fiducia nei confronti dell’essere umano;

● innalzare la sua autostima;

● garantire continuità al lavoro condiviso aumentare le possibilità di adozione.

Per assicurare un intervento rapido e ben strutturato sono state predisposte delle buone prassi che permettano al gruppo di seguire linee guida comuni per agevolare il lavoro. Ogni cane, al suo arrivo in canile, viene valutato dagli educatori di riferimento, che decidono il tipo di percorso maggiormente adatto per ciascuno. Una volta effettuata la valutazione viene fatta la presentazione ai volontari dei casi specifici e viene concordato un piano d’azione.

Base fondante del progetto è la comunicazione, infatti i volontari e gli educatori che fanno parte del “Gruppo Coraggio” restano sempre in contatto, per fornire e ricevere costanti feedback sulle sessioni di lavoro con i cani e sui progressi o le difficoltà incontrate, con il fine di completare con successo il percorso intrapreso.

Ogni cane è recuperabile

I cani coinvolti nel Progetto Coraggio hanno la possibilità di lavorare da subito con educatori e volontari che garantiranno loro continuità e interventi mirati. Per ogni cane è fondamentale, nel tempo, acquisire fiducia nei confronti di quelle che, gradualmente, diverranno figure di riferimento nel percorso di recupero, così da vivere con ciascuna di loro esperienze associate a stimoli positivi, piacevoli e ludici e riuscire progressivamente a generalizzare i comportamenti appresi con persone e contesti diversi.  Grazie al lavoro condiviso e guidato dalla ferma convinzione che ogni cane sia recuperabile, si potrà trovare per ciascuno di loro un nuovo equilibrio, sempre in funzione di peculiarità del singolo cane (genetiche e caratteriali) e di bisogni diversi da valorizzare. Il lavoro di recupero richiede tempo e pazienza ma, affrontato in sinergia e valutando di volta in volta i risultati raggiunti, agevolerà questo processo di generalizzazione, che mira a estendere su più figure di riferimento possibili le esperienze già apprese e che costituisce uno degli aspetti più importanti per rispettare davvero il diritto all’adozione di tutti i cani ospitati nei canili

Fobie e diffidenza